Aktiv gegen Stuttgart 21Aktiv gegen Stuttgart 21

« | Home | »

Contractors, bodyguard e altri animali.

Von Daniel Neun | 19.April 2008

Non nascondiamocelo, l’idea romantica del bodyguard-Kevin Costner, freddo ma con un cuore e la sua relazione con la cliente Withney Huston continua ad affascinarci. Hollywood è sempre grande, quando deve costruire stereotipi coi quali educarci a realtá che poi sono ben diverse. Come nel caso dei contractors italiani Stefio, Cupertino, Agliana e Fabrizio Quattrocchi. “Purtroppo, ci siamo trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato e siamo stati sequestrati”. Parola di Cupertino. Come sarebbe a dire “nel posto sbagliato al momento sbagliato”? Se quattro uomini di cittadinanza straniera, armati fino ai denti ed esperti di arti marziali, vengono arrestati nell’oratorio durante l’ora di catechismo, possono dichiarare “purtroppo ci siamo trovati nel momento sbagliato al posto sbagliato”. Ma se gli stessi sono partiti senza nemmeno rivelare la loro meta ai propri famigliari e si lasciano catturare armati fino ai denti in un paese in guerra, c’è da pensare che non fossero lí per caso o per sbaglio, nel posto sbagliato al momento sbagliato. La società “Presidium corporation” che li ha assunti, ha la propria sede alle Seychelles, titolari: Salvatore Stefio, contractor e templare e Giampiero Spinelli. Non sembrano i connotati di una ditta di idraulici e muratori da assumere per la ricostruzione dell’Irak. Secondo Cominciaitalia.net (1), Fabrizio Quattrocchi era passato dalla societá genovese IBSA di Roberto Gobbi – oggi cancellata dalla Camera di Commercio – prima di essere rapito ed ucciso in Iraq. Per la stessa ragione il nome di Gobbi è finito nei fascicoli d’indagine di due procure, quelle di Genova e di Bari, che tuttora indagano sull’arruolamento di bodyguard con licenza di uccidere. “Scuole di mercenari”, aveva titolato lo scorso anno la Voce, aggiornando le cifre di un settore in crescita esponenziale per l’assalto delle nuove paure del millennio, dall’11 settembre al tifo impazzito. “Benché finora sui media come responsabile Contractorsdella società sia apparso solo Roberto Gobbi, la Ibsa Italia è di proprietà del milanese Giacomo Spartaco Bertoletti, 63 anni, fondatore e direttore anche di un mensile dedicato alle arti marziali, Samurai, nonché titolare della relativa casa editrice (la srl Sport Promotion, 50 mila euro come capitale sociale) insieme alle figlie Katia, Tatiana e Natascia. Ibsa Italia fa parte della catena IBSSA, International Bodyguard Security Service Association, fondata in Francia nel 1994 ma con sede principale a Budapest ed associati in 90 paesi del mondo». Nella home page di Sport Promotion-Ibssa esisteva in quel periodo il richiamo ad un unico link, quello che riportava al Nuovo parlamento mondiale fondato da tal Monsignor Senator Viktor Busà, autoproclamatosi Arcivescovo ortodosso della Chiesa Russa Autocefala e più volte indagato da diverse procure della repubblica”. E fino qui, sembra che si tratti di una banda di esaltati schizofrenici, metá Rambo metá crociati che come altri teppistelli nostrani si sentono investiti da una missione divina nella lotta agli infedeli (2) (3) (4). Purtroppo non è cosí. All’epoca dei fatti, il governo stanziò nella Finanziaria 3,5 milioni di euro destinati a società che dovevano reclutare contractor per occuparsi della sicurezza dei nostri operatori, da Kabul a Baghdad, volontari che, coadiuvando l’opera di militari e carabinieri, si assumono ogni responsabilità rispetto al ruolo che accettano. Lo Stato italiano prendeva contatti con l’Aegis e in particolare con il suo fondatore Tim Spicer per organizzare una rete di contractor al servizio delle forze alleate. Il governo aveva stipulato con gli americani un contratto di 196 milioni di dollari per la fornitura di contractor in Iraq (5) (6). Il sueddeutsche.de stima il numero dei contractors in Irak a 180.000. Piú dei militari americani e con molti piú privilegi. Mentre per lo scandalo della prigione di Abu Graib sono stati condannati alcuni militari, nessun contractor è finito davanti ad un tribunale, benché, secondo le stime di Pratap Chatterjee, direttore del NGO Corpwatch, al momento dello scandalo, il cinquanta per cento di tutti gli specialisti per gli “interrogatori” erano contractors. Secondo il rapporto del generale maggiore Antonio Taguba, che investigó i fatti, almeno uno degli addetti agli interrogatori e tre traduttori erano contractors (7) (8). Tristemente famosa è la compagnia di contractors Blackwater. BlackwaterPer i suoi servizi la Blackwater è costata al governo americano, solo in Iraq, oltre un miliardo di dollari: negli ultimi due anni ha preso 832 milioni di dollari dal Dipartimento di Stato, la metà dei quali senza neanche una gara d’appalto. Che in Irak agiscano migliaia di mercenari è cosa risaputa, ma solo dalla domenica del 16 settembre dello scorso anno è cominciata a crescere anche negli Stati Uniti l’indignazione per alcuni loro comportamenti. Quel giorno un convoglio della Blackwater, che stava scortando un gruppo di funzionari dell’ambasciata americana nel quartiere Mansour di Bagdad, temendo un’imboscata ha aperto il fuoco su un gruppo di automobili civili uccidendo 11 persone tra cui un bambino di nove anni (9). Eppure nessuno finisce davanti ad un tribunale. Di fatto esistono convenzioni internazionali sull’impiego di truppe mercenarie, ad esempio la convenzione sui mercenari delle Nazioni Unite (10) o il primo Protocollo aggiuntivo della Convenzione di Ginevra art. 47 (11), ma queste truppe continuano ad agire in una zona d’ombra. Sono militari o civili? Valgono per i mercenari le leggi di guerra? E soprattutto, quale tribunale é responsabile per i reati commessi? Fino ad oggi nessun contractor é stato condannato grazie alle convenzioni citate. ContractorIl politologo Herbert Wulf che da anni si occupa della privatizzazione della guerra, ha dichiarato che fra i mercenari é opinione comune che una condanna secondo le convenzioni é solo possibile quando si ha un cattivo avvocato. Altrimenti l’impunitá é assicurata. Praticamente é la licenza di uccidere, come, quando e chi si vuole. Impuniti. Ormai siamo alla privatizzazione della guerra. Il numero dei contractors non risulta nelle statistiche degli apparati militari coinvolti. Il numero delle loro vittime non sono vittime di guerra. I contractors uccisi non sono conteggiati con le perdite militari. A guerra finita non marceranno nelle manifestazioni pacifiste dei veterani, non saranno loro pagate pensioni né saranno costruiti monumenti. Una guerra all’ombra della guerra ma senza testimoni né inchieste parlamentari. In nome della democrazia.

(1) http://www.comincialitalia.net

(2) http://www.osmth.it/ORGANIGRAMMA.htm

(3) http://www.indicius.it/archivio/stefio_templare.htm

(4) http://www.radio-utopie.de/2008/04/12/un-teppistello-qualunque/

(5) http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2008-04-18T160736Z_01_CIN855897_RTRIDST_0_OITTP-RINVIO-STEFIO-SPINELLI-PUNTO.XML

(6) http://www.aegisworld.com/

(7) http://www.sueddeutsche.de/ausland/artikel/562/139273/6/

(8) http://www.zeit.de/2007/40/Blackwater

(9) http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/iraq-119/guardie-private/guardie-private.html

(10) http://www.studiperlapace.it/view_news_html?news_id=20041031111420

(11) http://files.studiperlapace.it/docs/20041031182655.pdf

Diesen Artikel empfehlen und weiterverbreiten:
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Google Buzz
  • del.icio.us
  • Digg
  • Yigg
  • MisterWong.DE
  • LinkArena
  • Blogosphere
  • Add to favorites
  • LinkedIn
  • FriendFeed
  • MySpace
  • RSS
  • PDF
  • Print

Topics: Aktuelle Nachrichten, notizie italiane | Kommentare deaktiviert

* * */

Kommentare geschlossen.