Napoli e Napolitano

Napoli e Napolitano
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Roma, Napoli: Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur (mentre a Roma si discute, Sagunto é espugnata).rifiuti a Napoli

Si dice che la Storia sia maestra di vita. Forse. Sicuramente non qui, sicuramente non adesso, sicuramente non per tutti.

Nell’agosto del 1973 a Napoli fa un caldo eccezionale. Nella melma ipossica del lago Fusaro le cozze degli allevamenti muoiono soffocate: quelle autorizzate e quelle abusive, equanimamente. La città suda e non sta tranquilla: soffre per la stretta economica che attanaglia l’intero Paese, a causa della crisi petrolifera; in più, nella congiuntura, porta le sue ataviche arretratezze e miserie. Così le misure di contenimento dei prezzi, che al Nord rassicurano le piazze, al Sud scatenano la corsa all’accaparramento; un mese prima un modesto rincaro della farina ha provocato la serrata dei panificatori nell’intera provincia: il 17 luglio si hanno i primi assalti ai forni, e ci vorrà una settimana perché cessi la rivolta.
Il 12 agosto il presidente del Consiglio Rumor dichiara che i problemi del meridione sono al primo posto nella sua agenda, e Donat Cattin, ministro per gli Interventi straordinari nel Mezzogiorno, denuncia l’assenza di una politica industriale per il Sud. Peccato che dei cento miliardi stanziati nel 1962 dalla legge speciale per Napoli si sia riuscito a spendere, in undici anni, neppure la metà. Lunedì 27 i napoletani che sono partiti per le ferie sono rientrati tutti, ed è ormai arrivato il tempo del colera. L’indomani il morbo si affaccia alle ribalte della città più enfatica del mondo con un understatement di stile britannico, chissà se dovuto più all’incredulità o alla paura: precisamente dalla sesta pagina del Mattino, dove si legge che a Torre del Greco si sono registrati due casi mortali di gastroenterite. E non si tratta di casi isolati: sono già 15 i malati sospetti trasferiti da Castellammare al Cotugno, l’ospedale collinare per le malattie infettive; mentre al Loreto Mare, altro nosocomio napoletano che fa da collettore per l’area vesuviana, i ricoveri si susseguono senza tregua. Il 29 i morti sono già sette, e l’epidemia conquista le prime pagine dei quotidiani, mentre da Roma la Direzione di Igiene del ministero informa ufficialmente il Paese della ricomparsa del morbo asiatico, dopo 62 anni.(1)
Forse qualcuno si ricorda come finí la questione: abbattimento delle coltivazioni di cozze, promesse, stanziamenti, discorsi ufficiali, Giovanni Leone, presidente della Repubblica, visita i degenti all’ospedale Cotugno e viene immortalato in una foto che lo ritrae, da buon napoletano, mentre saluta con una mano un malato e, con l’altra dietro la schiena, fa le corna.
Ci fu un divertente scambio di battute fra l’Unitá e l’allora ministro Gava. “Gava e il colera” aveva titolato l’Unitá. “Il colera passa, Gava resta” aveva risposto il ministro dalle colonne del suo giornale. “Sono sempre i migliori che se ne vanno” ribatteva l’Unitá.
Sono passati trentaquattro anni.
Napoli é ancora schiava dell’emergenza. Scuole chiuse, blocchi ferroviari, scontri fra manifestanti e polizia, ambulanze assaltate, l’ombra della Camorra, rivolta di sindaci e indifferenza del Governo e dello Stato. Napolitano é “allarmato'”.
Non c’é che dire, le sue dichiarazioni scuotono dal profondo la nostra sensibilitá di cittadini apprensivi del nostro futuro e del nostro destino.
Adesso che il nostro Presidente é “allarmato” possiamo dormire sonni tranquilli. Ditelo ai napoletani e si tranquillizzeranno all’istante! Intanto continuiamo a mandare (a pagamento) i rifiuti di Napoli ad Amburgo, dove vengono bruciati in impianti che producono elettricitá e calore per il riscaldamento di migliaia di case. Continuiamo a dibattere sul voto dei Senatori a vita e sulle inchieste bloccate. Continuiamo a guardarci veline e star capricciose, cronache sportive e grandi fratelli. Fino al giorno in cui Sagunto/Napoli cadranno vittime della Roma chiacchierona e inconcludente, grassa e incompetente. Ignoriamo, come nel caso dei cittadini ROM, le direttive e europee (2). Perdiamoci nei meandri delle dichiarazioni altisonanti e senza sostanza come nel caso delle morti bianche (3), fra qualche giorno, se Dio ci aiuta, avremo una nuova “emergenza” di cui discutere e cosí anche l’emergenza rifiuti, come l’emergenza prevenzione, come l’emergenza ROM, come l’emergenza alcool al volante, sará dimenticata…

Mi manca il gesto scaramantico del Presidente Leone!

(1)

http://www.diario.it/home_diario.php?page=cn03100072

(2) http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_03/napoli_rifiuti_richiamo_europa_97423484-b9cb-11dc-9ac8-0003ba99c667.shtml
(3)

http://www.radio-utopie.de/archiv/archiv.php?themenID=1354&JAHR_AKTUELL=2007&MON_AKTUELL=12

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